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LA STORIA

Nella lingua coreana il termine taekwondo si compone di tre sillabe: 

tae ("saltare e dare calci"), kwon ("colpire con il pugno") e do ("arte","disciplina","cammino" o "via").

Così, "taekwondo" può essere grossomodo tradotto con «l'arte dei calci e dei pugni in volo».

Talvolta il nome è trascritto anche nelle forme Tae Kwon Do, TaeKwonDo, Taekwon-Do, ed è spesso abbreviato in TKD.

IL TAEKWONDO
STORIA DI UN’ARTE MARZIALE DALLE RADICI MILLENARIE
 IN CONTINUA EVOLUZIONE

 

Nella lingua coreana, secondo la grafia adoperata nel sistema di scrittura Hangul in vigore dal quindicesimo secolo, il termine taekwondo si compone di tre sillabe, rappresentate da altrettanti ideogrammi: 

 

Tae ("saltare e dare calci"), Kwon ("colpire con il pugno") e Do ("arte","disciplina","cammino" o "via").

 

Secondo tale interpretazione, "taekwondo" può dunque essere tradotto come «l'arte dei calci e dei pugni in volo».

 

In realtà il termine “Tae”, in senso stretto, non include originariamente il concetto di “volo”. Tuttavia, estensivamente, secondo una interpretazione più ampia del significato, esso può assumere quello di uso delle gambe con particolare enfasi. Di qui, anche e soprattutto in considerazione dello sviluppo delle tecniche di gamba in salto e in rotazione, la derivazione più esplicativa di “calciare in volo”.

 

Talvolta il termine Taekwondo viene trascritto anche nelle forme: Tae Kwon Do, TaeKwonDo, Taekwon-Do, ed è spesso abbreviato in TKD.

 

 

STORIA DEL TAEKWONDO (TAEKWONDO YOKSA)

Il TaekwonDo, che oggi può contare nel mondo oltre ottanta milioni di praticanti ufficiali, confermandosi come la disciplina di combattimento più diffusa del pianeta, in quanto Arte Marziale è nato con l’intento di unificare sotto un unico nome, ma soprattutto sotto una singola codifica di tecniche e metodologia di pratica, allenamento e applicazione, un’ampia serie di stili di combattimento coreani.

 

Questi stili furono a vario titolo, e più o meno ampiamente influenzati anche dalle arti marziali giapponesi e cinesi, a causa del contatto prolungato e profondo fra la cultura coreana e quelle di questi Paesi nel corso di diversi conflitti bellici verificatisi nel corso della prima metà del XX secolo, che comportarono anche lunghi periodi di convivenza, seppur forzata, tra le differenti popolazioni.

 

Nell’ultima parte del secolo scorso, tuttavia, tali influenze andarono via via diluendosi, fin quasi a scomparire, e a ridursi appena a qualche similitudine nello stile man mano che il TaekwonDo mutava drasticamente grazie all’autonomo evolversi della sua filosofia e delle sue tecniche.

 

Alla base di questa evoluzione, i cambiamenti tecnico applicativi fortemente voluti e messi in atto dai maestri coreani con duplice scopo: da un lato purificarsi dalle influenze straniere, facendo così del TaekwonDo un’arte marziale che riflettesse pienamente la cultura, la tradizione ed il carattere nazionale della Corea, rifacendosi anche allo spirito e al bagaglio tecnico delle antiche arti marziali autoctone; dall’altro il desiderio di staccarsi dai concetti troppo statici e rigidamente codificati delle arti marziali cino-nipponiche, troppo spesso basati su metodologie di allenamento antiquate, e che non tenevano conto degli sviluppi delle moderne scienze motorie, né dei progressi compiuti nel campo della biomeccanica del movimento e di molte altre discipline che, oggi, consentono di ottimizzare e massimizzare la resa del gesto tecnico ottenendo migliore efficacia con minore usura degli apparati e consentendo un a migliore e più salutare pratica per un più prolungato periodo di tempo.

 

Ovviamente tale evoluzione del TaekwonDo non richiese poco tempo, né avvenne senza confronti molto accesi fra i fautori di diversi stili e discipline che contribuirono a plasmare quello che poi sarebbe stato l’embrione del TKD come noi oggi lo conosciamo. Si arrivò, ad un certo punto, a vere e proprie discordie interne tra i primi codificatori. Per comprendere pienamente le circostanze che ruotano attorno alla nascita di questa arte marziale bisogna seguire l’evoluzione e la diffusione di diverse arti marziali coreane e straniere in epoca moderna e contemporanea. Appare ovvio, infatti, che alcune tecniche del TaekwonDo, soprattutto di base, possano rivelare alcune sue affinità con quelle di altre arti marziali come il Tang Soo Do, il Karate, il Kempo e l’Hapkido.

 

Le prime arti marziali coreane videro la luce durante il Periodo dei Tre Regni ׃ Koguryo, Silla e Paekche che va dal 18 avanti Cristo al 668 dopo Cristo. In questo lasso di tempo infatti, che segna una sorta di “era dell’oro” della cultura coreana antica e medioevale, l’arte, la politica, l’architettura, le arti marziali e militari fiorirono nella penisola, alimentate da un intenso studio e sviluppo, continuando ad assorbire influenze della Cina, anche se costantemente interpretandole secondo la mentalità coreana.

 

In questo periodo videro il proprio sviluppo diverse discipline marziali coreane, un florilegio di stili diversi che venivano identificati con varie denominazioni.

 

Tra questi si distinsero Su Bak, Tae Kyon,  Kag Ju, Kung Sa, Ki Ma Sa Bop, Tan Gom Sul, Kom Sul Bop e Su Yong Bop.

 

Non si trattava di vere e proprie arti marziali, con una propria codifica e pratica diffuse in maniera organica, quanto di metodologie locali e di tradizione e trasmissione limitata. Tuttavia, nell’ambito dei relativamente limitati scambi culturali dell’epoca, e considerata la propensione a reputare una certa qual “supremazia” del proprio metodo locale da parte delle scuole di tradizione familiare o locale, per un lungo periodo queste furono considerate alla stregua di arti marziali vere e proprie, e come tali ne è stato tramandato un certo ricordo.

 

Negli anni che seguirono le arti marziali coreane passarono attraverso periodi di ascesa e declino sotto l’influenza del clima politico e dei bisogni delle persone.

Prima del 1400 si svilupparono vari sistemi di combattimento “a mani nude” che furono le radici delle arti marziali coreane. Ognuna esplorò e sviluppò parte delle infinite possibilità ed evenienze del combattimento. Molte delle idee filosofiche e delle tecniche marziali alla base di questi sistemi sarebbero poi divenute parte integrante nel TaekwonDo e di altre arti marziali coreane “moderne”.

 

Tra il 1890 ed il 1945 la Corea fu coinvolta in diversi conflitti con il Giappone e la Cina. Fu proprio in questo periodo che molti coreani impararono le arti marziali di questi Paesi. Inevitabilmente il bagaglio tecnico proveniente dagli stili di combattimento sino-nipponici iniziò quindi a fondersi con quello delle scuole tradizionali di origine coreana. Il risultato fu che tecniche, metodologie e stili stranieri vennero a integrarsi con quelli autoctoni, in molti casi dando vita ad evoluzioni di sicuro interesse ed efficacia che furono le fondamenta di arti marziali coreane dell’epoca moderna.

 

 

Nel 1945 la Seconda Guerra Mondiale ebbe termine, e la Corea, seppur non senza difficoltosi passaggi, riguadagnò la sua indipendenza dal Giappone. Molti maestri coreani che, durante i periodi di occupazione, avevano vissuto in Cina ed in Giappone poterono così tornare in patria, portando con loro il bagaglio culturale e tecnico delle arti marziali imparate in questi Paesi, ovviamente arricchito dalle proprie esperienze personali e dallo sviluppo che, come sempre accade, ogni Maestro riesce a dare alla propria arte, facendo della disciplina praticata una “cosa viva” in continua evoluzione.

 

Il dopoguerra fu quindi un periodo molto fertile per le arti marziali coreane, e molte di queste che erano state tenute in vita e praticate in segreto per anni furono riscoperte e rese pubbliche.

 

 

A prescindere dalle varie teorie interpretative, comunque, resta il fatto che gli stili “precursori”, furono molto praticati tra il 1944 ed il 1955. Proprio durante questi anni molti maestri fondarono in Corea le proprie scuole, chiamate “Kwan”, ognuna con il proprio stile originale di combattimento, con la propria filosofia di base, con i propri metodi di allenamento.

 

La parola “Kwan”, in realtà, originariamente identifica l’edificio o comunque il luogo dell’allenamento e della pratica di una ttività. Estensivamente, nell’ambito delle arti marziali coreane, identifica dunque la scuola o il “clan” (inteso in senso culturalmente positivo e familiare) di praticanti di arti marziali che seguono il medesimo stile e/o lo stesso caposcuola.

Alcune di queste scuole, citate in ordine cronologico di fondazione sono:

 

▪  Ch’ong Do Kwan (Scuola dell’Onda Blu) fondata nel 1944 da Won-Kuk Lee, dove si praticava lo stile Tang Soo Do;

▪  Song Moo Kwan (Scuola dell’Albero di Pino) fondata nel 1944 da Byong-Jik Ro, che adottò un insegnamento che comprendeva gli  stili Tang Soo Do e Kong Soo Do;

▪  Mu Dok Kwan (Scuola della Virtù Marziale) fondata nel 1945 da Kee Hwang, anch’essa dedita allo stile Tang Soo Do;

▪  Ch’ang Mu Kwan (Scuola dello Sviluppo Marziale) fondata nel 1946 da Byong-In Yun, che si fondò sugli stili Kwon Bop e Kong Soo Do;

▪  Yon Mu Kwan (Scuola Marziale Yon) fondata nel 1946 da Sang-Sop Chon, pure questa dedita agli stili Kwon Bop e Kong Soo Do.

Queste prime cinque scuole nacquero tra la fine della Seconda Guerra Mondiale, con la liberazione della Corea, e l’inizio della Guerra di Corea (1950-1953). Durante questo conflitto ci fu un primo tentativo di unificare i vari stili in un’unica arte marziale, ma il progetto fallì. C’erano ancora troppi individualismi e troppa conflittualità fra i Kwan, e si tendeva a voler conservare molto gelosamente la propria identità. Il timore di venire spersonalizzati e di perdere la propria tradizione e la propria indipendenza furono di ostacolo alla riunificazione.

 

Così, alla fine della guerra, non solo i primi cinque Kwan erano ancora organismi separati e a volte “distanti”, ma alle scuole già esistenti se ne aggiunsero altre, spesso derivanti dalle prime.

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In realtà una prima significativa svolta nella storia delle arti marziali coreane moderne si era avuta nell’Aprile del 1955, quando ci fu un importante incontro tra i più importanti maestri, storici e leader politici del Paese, subito dopo la conclusione della Guerra di Corea. Fu durante questo evento che si decise finalmente quale sarebbe stato il nome della nuova arte marziale coreana nata dall’unificazione dei vari stili׃ TaekwonDo.

 

Vari furono i motivi che portarono alla scelta di tale denominazione׃ le sue qualità descrittive sintetiche ma esaustive; la sua similarità fonetica con il nome del Tae Kyon; e inoltre il fatto che ispirava un senso di nazionalismo e di orgoglio culturale, sentimenti molto sentiti dalla popolazione coreana.

 

Da quel momento in poi la maggior parte delle scuole adottò questo nome per definire la propria arte marziale, e solo poche decisero di continuare a mantenere il nome di origine.

 

Tuttavia, anche dopo la nascita ufficiale del TaekwonDo le rivalità tra le varie scuole non cessarono del tutto. In vario modo, seppur più “diplomatico” e meno conflittuale, alcuni attriti continuarono fino a tutti gli anni ’60.

 

Due delle Associazioni dominanti in quel periodo erano la Korea TaekwonDo Association (KTA) e la International TaekwonDo Federation (ITF).

 

Nel 1972 il Generale Hong-Hi Choi, fondatore dell’ITF (e prima ancora dell’O Do Kwan, e già leader onorario del Ch’ong Do Kwan) lasciò la Corea del Sud e stabilì la sede della federazione a Toronto, in Canada.

 

Nel 1973 venne fondata una nuova federazione׃ la World TaekwonDo Federation (WTF) al cui vertice fu scelto Un-Yong Kim.

 

Dalla fine del 1978 in poi il nome TaekwonDo entrò comunemente in uso in tutto il mondo e lo stile WTF (che ai nostri giorni ha preso la denominazione abbreviata WT) divenne uno dei maggiori praticati in Corea. Molti maestri, alla fine degli anni ’70, emigrarono in altri Paesi diffondendo la pratica di questa arte marziale a livello globale.

 

L'8 gennaio del 1977, nove delle più grandi Scuole di TKD, tra le quali la più prestigiosa era il Song Moo Kwan, si unirono fondando il Kukkiwon e riconoscendolo come Organo preposto al riconoscimento dei vari gradi (DAN) del Taekwondo.

 

Durante gli anni ’80 e ’90 il TaekwonDo crebbe molto come “Sport” soprattutto grazie agli sforzi della WTF. Nel 1988, in occasione delle Olimpiadi di Seoul, ovviamente su fortissimo impulso del governo sudcoreano, fece la sua comparsa nel novero delle discipline a cinque cerchi come Sport dimostrativo. Così fu anche per l’edizione successiva di Barcellona. Nel 2000, nelle Olimpiadi di Sydney divenne una disciplina olimpica ufficiale.

 

Ancora oggi il TaekwonDo non è unificato sotto un’unica federazione internazionale. L’organizzazione più rappresentata nel mondo è, ad oggi, la WT (già WTF) che propone ai suoi praticanti il TaekwonDo dal puro punto di vista sportivo, evolvendo e modificando tecniche e tattiche in base al regolamento di gara e tralasciando lo studio della difesa personale, delle forme e degli aspetti fondamentali che caratterizzano le vere arti marziali, tanto da non poter considerare più questo stile di TaekwonDo come una era espressione marziale, ma meramente agonistico-sportiva, ingabbiata dalle norme che disciplinano la competizione e limitata al quasi esclusivo uso di un limitatissimo numero di tecniche, talvolta snaturate per il conseguimento del “punto” a discapito di una reale efficacia.

 

L’ITF a seguito della morte del proprio fondatore, il generale Choi Hong Hi, nel 2002 si è scissa in svariate organizzazioni, soprattutto a causa di attriti interni tra alcuni suoi leader, che puntavano alla direzione della federazione nell’ambito della “successione” al capostipite. Queste organizzazioni praticano un TaekwonDo vicino a quello tradizionale, ma che per stessa definizione del fondatore è un TaekwonDo Moderno, volto spesso in maniera marcata al lato sportivo. Da sottolineare che anche l’ITF, volendosi votare all’aspetto sportivo nell’ottica di una maggiore diffusione, provò ad accedere alle Olimpiadi perdendo la sfida con la WTF per motivi puramente politici.

 

Tuttavia esistono ancora diverse organizzazioni che praticano il TaekwonDo così come originariamente è stato pensato, coltivandone radici, fondamenti filosofici, applicazioni reali, e ogni aspetto fondamentale, con grande enfasi non solo sul combattimento agonistico, ma anche sulla pratica delle forme della difesa personale. Il tutto nell’ottica i dare ai propri praticanti l’opportunità di apprendere e coltivare una arte marziale vera e propria e non solo una attività finalizzata ad essere “sfruttata” come Sport Olimpico.

Il Song Moo Kwan è una di queste.

 

 ​IL TAEKWONDO SONG MOO KWAN


Il TaekwonDo, dunque, come abbiamo argomentato, è una vera Arte Marziale che, pur avendo ricevuto in maniera ragionata una sua codifica “moderna”, affonda le sue radici in una storia millenaria, e non è solo uno sport di livello olimpico.

 

Anche se spesso quando si parla del TaekwonDo si pensa a quello che abbiamo visto alle olimpiadi, ai mondiali, o nei vari campionati internazionali o nazionali, in realtà le competizioni agonistiche mostrano solo una parte piccolissima di questa disciplina. 

 

Il Taekwondo Song Moo Kwan, non limitandosi a coltivare quanto attiene alla preparazione agonistica, ha inteso mantenere vivi in pieno lo spirito e la filosofia dell’arte marziale senza tralasciare l’aspetto sportivo e formativo.

 

Riuscendo a sviluppare e dare pratica a ogni tipo di tecnica inclusa nel vastissimo bagaglio di questa arte marziale, il  TaekwonDo Song Moo Kwan ha mantenuto  - e incrementa costantemente – una altissima efficacia e versatilità, tanto che viene ancora tutt'oggi utilizzato in ambiti reali da numerosi corpi militari, e molte sue tecniche sono utilizzate anche dagli appartenenti a diversi corpi speciali.


Tuttavia, anche enfatizzando nel giusto modo l’alta qualità tecnica del Taekwondo Song Moo Kwan, non bisogna mai dimenticare che questo non è solo un insieme di tecniche di difesa e attacco: alla base di tutto permane, come perno fondamentale, una vera e propria ricerca volta a far conseguire ad ogni praticante equilibrio interiore, serenità ed armonia, con la finalità di poter unire corpo mente e spirito. Importantissime, a questo scopo, sono anche le varie tecniche di respirazione, concentrazione e meditazione attiva che devono sempre accompagnarsi all’allenamento.

​I PRINCIPI DEL TAEKWONDO SONG MOO KWAN

Il TaekwonDo Song Moo Kwan ha tra i propri principi ispiratori un profondo codice etico e morale: un insieme di norme spirituali attraverso le quali gli uomini possano vivere in armonia.

 

Le parole stesse di uno dei padri fondatori del TKD moderno, il generale Choi Hong Hi, possono aiutarci a comprendere meglio lo spirito con il quale tutto questo è stato inteso:

 

 «…spero sinceramente che attraverso il TaekwonDo ogni uomo possa acquistare la forza sufficiente per arrivare ad essere il guardiano della giustizia, opponendosi ai conflitti sociali e coltivando lo spirito umano al livello più alto possibile».

 

Per fornire a ogni praticante una tracia di base attraverso la quale esemplificare le nozioni fondamenti di tali linee guida etiche e morali, è stato dunque stilato un “pentalogo” che racchiude in cinque concetti fondanti cui ogni taekwondoka dovrebbe ispirarsi.

 

Questi principi rappresentano le basi del TaekwonDo e tutti i praticanti seri di quest'arte dovrebbero osservarli e rispettarli attraverso il loro cammino, sia del praticare l’arte marziale, ma ancor più nella vita quotidiana. Ogni insegnamento tratto da queste indicazioni, espresse relativamente alla pratica del TKD, va estensivamente inteso come da applicarsi per traslato anche a rapporti, relazioni. situazioni, avvenimenti della nostra vita di ogni giorno.

 

Nel classico ordine in cui tradizionalmente vengono presentati, tali principi sono: cortesia, integrità, perseveranza, autocontrollo e spirito indomito.

In Italia il Taekwondo arriva agli inizi degli anni ’70 con i fratelli Park Sun Jae e Park Young Ghill, che sarebbero poi diventati rispettivamente presidente del TKD italiano nelle sue varie incarnazioni e direttore tecnico delle nazionali azzurre.

All’inizio, inquadrato nel Coni insieme ad altre discipline ma con un ruolo sempre crescente (ad esempio nella Fikteda, federazione italiana karate, taekwondo e discipline associate, poi nella Fitak, federazione italiana taekwondo e karate), nell’imminenza dell’avvento del TKD come disciplina olimpica del 2000, l’arte marziale coreana ebbe in Italia la sua federazione.

Tuttavia, col passare del tempo, una profonda diversità di vedute venne a crearsi all’interno dell’organizzazione. Un folto gruppo di maestri, insegnanti tecnici e ufficiali di gara, erano in disaccordo con gli indirizzi politico sportivi della dirigenza e dopo il tentativo, bloccato sul nascere , di presentare un proprio candidato, si arrivò alla dolorosa decisione di separarsi costituendo una propria organizzazione.

Il 16 settembre 1999 nasce a Napoli la Federtaekwondo. Tra i soci fondatori alcuni dei più rappresentativi maestri italiani come Vitale Monti, Tonino De Plano, Patrizio Ferrigno e Luigi Signore ed annovera tra le proprie fila decine di maestri, arbitri e atleti di livello internazionale. Inizierà da subito un percorso che, negli anni, la porterà sempre di più a inserirsi nel tessuto sociale e sportivo italiano  operando sempre con risorse proprie e senza contributi pubblici. Già nel settembre del 2000, ad esempio, la Federtaekwondo è protagonista con l’MSP Italia (Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI) di un corso di aggiornamento (il Taekwondo Educativo) riservato ai docenti  della scuola primaria ed insegnanti di educazione fisica riconosciuto ed organizzato in collaborazione con il provveditorato agli studi di Brindisi.

Visto l’ interesse riscontrato, il Ministero della Pubblica Istruzione fa ripetere a Fiuggi nel novembre successivo Il corso di aggiornamento a livello nazionale, con le stesse modalità e partnership. Docenti, Vitale Monti e Luigi Signore  insegnanti di Scienze Motorie e maestri di Taekwondo.

Al contempo proseguono altre importanti attività in collaborazione con le massime istituzioni statali, sempre realizzate con risorse proprie: nell’ottobre e nel novembre 2002, a Napoli, l’organizzazione è insieme ai militari tricolori per la manifestazione “Corri con l’Esercito”, a Piazza Plebiscito.

I maestri Monti e Signore saranno chiamati, a ricoprire le massime cariche dell’associazione: nel 2005 diventano rispettivamente presidente e vicepresidente. Nello stesso anno la Federtaekwondo trasferisce la propria sede sociale a Samarate, in provincia di Varese. Parallelamente viene dato mandato al maestro Tonino Deplano di contattare realtà simili alla nostra presenti in altri Paesi. Grazie al suo lavoro in Europa e ad una costante crescita  della Federtaekwondo  nel 2006, si arriva alla costituzione della European Taekwondo Organization  che vede tra i suoi principali sostenitori la Federtaekwondo e la FAMC (Federazione Arti Marziali Catalana) nello stesso anno, sempre a Napoli si svolge il primo campionato internazionale; l’undici dicembre al Palabarbuto si incontrano le rappresentanze delle federazioni fondatrici della European Taekwondo Organization (ETO).

Il 7 Luglio 2006 viene presentata la pratica di riconoscimento della ETO alla Generalitat de Catalunya, Departamento de Justicia , Direciò General de Dret, I d’Entitats Juridiques  ed il 22 Gennaio 2007 viene accettata dal Governo Catalano.

Campionati regionali, interregionali, manifestazioni promozionali, incontri internazionali e trasferte all’estero di rappresentative italiane contraddistinguono con cadenze regolari l’attività dell’associazione, che il 22 gennaio del 2009 cambia la propria denominazione in Federazione Dilettantistica Taekwondo e Arti Marziali per inserire i settori dell’Hapkido, della Spada Coreana e del Tang Soo Do.

La federazione dilettantistica Taekwondo e A. M. aprendo all’ Hapkido, Il 29 maggio 2009 viene riconosciuta da Casa Korea, diventando rappresentante in Italia dell’’importante organismo internazionale (World Federation Hapkido Casa Korea).

Inizia così la collaborazione con il maestro Hernando Reyes Mazabel, 8° Dan, che permetterà di far acquisire alle cinture nere FdT analogo grado nel Hapkido.

Nell’ ottica del riconoscimento mondiale e del vero spirito del Taekwondo: il 25 ottobre 2013 i Maestri Monti e Signore partecipano allo Special Promotion Test del Kukkiwon tenuto a Sindelfingen, in Germania. Con il superamento del esame viene concessa la facoltà di rilasciare diplomi del Kukkiwon per gli associati della loro organizzazione.

Il 14 gennaio 2014, intanto, avviene una svolta epocale: l’associazione originaria diventa Unione Taekwondo e Arti Marziali – Unitam - : a firmare l’atto costitutivo i Maestri Vitale Monti, Luigi Signore, Tonino De Plano, Francesco Cirillo, Giovanni Trinchillo, Giovanni Taranto e Oreste Manzi

In quest’anno il Kukkiwon riconosce l’Unitam  quale Associazione Aderente, avendo riscontrato la solidità  e la consistenza della organizzazione italiana, certificata dall’ elevato numero di diplomi per cinture nere richiesti annualmente.

Nel medesimo anno il Taekwondo Unitam entra ufficialmente nel mondo della scuola pubblica e diventa disciplina di insegnamento nel primo anno presso il Liceo Scientifico Sportivo Pitagora-Croce di Torre Annunziata. Docenti i Maestri Giovanni Taranto e Augusto Taranto. Il TKD Unitam entra a far parte stabilmente delle materie curriculari, con voto in pagella, insieme alla boxe e ad altre discipline. Dal 2017 gli allievi cominceranno a conseguire le prime cinture nere.

Nell’aprile 2015 l’Unitam, rappresentata dal Presidente e dal Vice_Presidente, viene invitata a partecipare alla prima Conferenza Europea del Song Moo Kwan a Kilkenny, in Irlanda. Il giugno successivo sarà riconosciuta come rappresentante ufficiale in Italia dell’importantissimo Kwan,  tra i fondatori del TKD moderno.

Nell’ottobre 2017, l’Unitam ospita e coordina il primo corso di aggiornamento europeo per insegnanti tecnici Song Moo Kwan che vedrà  la partecipazione del Presidente Mondiale e Senior Grand Master Hee Sang Ro, e del presidente europeo, il  G. M. Guy Jones.

Durante l’anno scolastico 2017/2018 il TKD Unitam si inserisce ancora nella scuola pubblica, con due Pon: uno nella scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Cimarosa di Napoli (docente Luigi Signore), l’altro nella scuola elementare del medesimo “comprensivo” (docente Giovanni Taranto).

L’ anno scolastico successivo, si terrà un altro Pon presso l’istituto comprensivo Leopardi. a Torre Annunziata ( dente Giovanni Taranto).

L’ Unitam ricopre sempre più Il ruolo di motore del SMK europeo al punto da ospitare il 27 e 28 gennaio 2018 presso il Palabisterzo di Busto Arsizio il primo Campionato Europeo Song Moo Kwan di forme e di combattimento.

Il 17 giugno successivo, i vertici italiani vengono chiamati ad assumere importanti cariche continentali: Vitale Monti è nominato vicepresidente del SMK Europeo, e Luigi Signore presidente della Commissione Europea Ufficiali di Gara SMK.

UNIFICAZIONE  DELLE VARIE SCUOLE (KWAN) DI ARTI MARZIALI

 

L'8 gennaio del 1977, nove delle più grandi Scuole, e tra queste la più prestigiosa era il Song Moo Kwan, si  unirono fondando il Kukkiwon e riconoscendolo come Organo preposto al riconoscimento dei vari gradi (DAN) del Taekwondo.

IL TAEKWONDO SONG MOO KWAN


Il Taekwondo è un antichissima Arte Marziale e non è solo un moderno sport olimpico.

Anche se spesso quando si parla del taekwondo si pensa a quello che abbiamo visto alle olimpiadi, ai mondiali, o nei vari campionati, in realtà abbiamo visto solo una parte piccolissima del taekwondo. Il Taekwondo Song Moo Kwan mantiene lo spirito e la filosofia dell’arte marziale senza tralasciare l’aspetto sportivo e formativo. Il taekwondo Song Moo Kwan viene ancora tutt'oggi utilizzato da corpi militari, e molte sue tecniche sono utilizzate anche nei corpi speciali.

Il taekwondo Song Moo Kwan non è solo un insieme di attacchi e di difesa, ma è una vera e propria ricerca a trovare un equilibrio interiore, serenità ed armonia, con la finalità di poter unire corpo mente e spirito. Importantissime sono le varie tecniche di respirazione, concentrazione e alla meditazione attiva.

I PRINCIPI DEL TAEKWONDO SONG MOO KWAN

Il taekwondo Song Moo Kwan ha come principio ispiratore l’etica e la morale, ossia un insieme di norme spirituali attraverso le quali gli uomini possono vivere senza litigare.

Le parole stesse di uno dei padri fondatori del TKD moderno (il generale Choi Hong Hi) ci aiutano a capire meglio: «spero sinceramente che attraverso il taekwondo ogni uomo possa acquistare la forza sufficiente per arrivare ad essere il guardiano della giustizia, opponendosi ai conflitti sociali e coltivando lo spirito umano al livello più alto possibile».

Questi principi rappresentano le basi del taekwondo e tutti i praticanti seri di quest'arte li dovrebbero osservare e rispettare attraverso il loro cammino sia nell'arte che nella vita.

I principi sono i seguenti:

Cortesia (Ye Ui)

*il praticante deve cercare di mettere in pratica i seguenti elementi di cortesia per costruire un carattere nobile;

*promuovere lo spirito di concessioni reciproche;

*vergognarsi dei propri vizi, rifiutando quelli degli altri;

*comportarsi educatamente;

*incoraggiare il senso di giustizia e umanità;

*riconoscere l'istruttore dallo studente, l'anziano dal giovane;

*rispettare i beni altrui;

*agire con giustizia e con sincerità.

Integrità (Yom Chi)

*saper dire «sì ho sbagliato», saper quindi ammettere i propri errori:

*bisogna distinguere il corretto dallo sbagliato e avere la consapevolezza, quando qualcosa è sbagliata, di sentirsi colpevoli. Di seguito sono riportati alcuni modi di mancanza di integrità.

*l’istruttore che disprezza se stesso e l'arte, insegnando tecniche sbagliate ai suoi allievi per una mancanza di conoscenza o di volontà.

*l’istruttore che nasconde i suoi errori.

*il praticante che ottiene un grado solo con scopo egocentrico e per sentirsi più importante.

*l'istruttore che insegna e promuove l'arte solo ai fini materiali.

*il praticante che si vergogna di chiedere aiuto ai suoi minori in grado.

 

Perseveranza (In Nae)

Per raggiungere un obiettivo come può essere un'alto grado o il perfezionamento tecnico, bisogna perseverare costantemente. Uno dei più importanti segreti per diventare bravo nel TaekwonDo è saper affrontare le difficoltà con perseveranza.

 

Autocontrollo (Guk Gi)

Una persona che perde l'autocontrollo in un combattimento ha un elevato rischio di perdere l'incontro. Bisogna sempre rimanere concentrati e pensare accuratamente prima di agire. Questo va tenuto a mente sia dentro che fuori la palestra (Dojang). Per strada, ad esempio durante un'aggressione, è indispensabile sapersi difendere mantenendo sempre l'autocontrollo e senza farsi prendere dal panico.

 

Spirito Indomito (Baekjul Boolgool)

Si manifesta quando una persona affronta un grosso problema utilizzando il suo coraggio e senza rinunciare ai suoi principi. Un praticante di Taekwon-Do deve essere sempre modesto e onesto.

Quindi nel classico ordine i principi sono cortesia, integrità, perseveranza, autocontrollo e spirito indomito.

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